Polizza tutela legale: come funziona e cosa copre

Ogni giorno, siamo costantemente esposti ad una serie di situazioni potenzialmente spiacevoli e impreviste che possono mettere a repentaglio i nostri diritti e la nostra sicurezza finanziaria. Dall’incidente stradale alla controversia contrattuale, dalla disputa condominiale al contenzioso fiscale, le sfide legali possono manifestarsi in vari ambiti di vita quotidiana, ponendoci di fronte a complessi e dispendiosi processi giuridici.

Polizza di tutela legale: cosa copre

Le coperture offerte dalla polizza di tutela legale sono diverse e possono includere una vasta gamma di spese legali.

Tra le principali coperture fornite da questa forma di assicurazione – che possono variare a seconda del tipo di polizza e delle clausole contrattuali specifiche, vi sono:

  • costi dell’avvocato: la polizza di tutela legale copre i costi dell’avvocato incaricato di rappresentare gli interessi dell’assicurato in sede legale. Questo comprende gli onorari professionali, nonché le spese accessorie come le spese di viaggio e le spese per la preparazione della documentazione legale;
  • consulenze dei periti: in caso di controversie che richiedono l’intervento di periti tecnici o specialisti, la polizza di tutela legale può coprire i costi delle consulenze tecniche necessario per valutare la situazione e preparare una difese adeguata;
  • spese per ricorsi: qualora sia necessario presentare ricorsi o impugnazioni contro decisioni giudiziarie avverse, la polizza di tutela legale può coprire i costi associati a tali procedure, consentendo all’assicurato di perseguire il proprio diritto di ricorso senza preoccupazioni finanziarie;
  • costo della difesa penale: nel caso in cui l’assicurato sia coinvolto in procedimenti penali, la polizza di tutela legale può coprire i costi della difesa, compresi gli onorari dell’avvocato difensore e le spese processuali.

Di solito, anche nel caso di chi ha stipulato una polizza tutela legale, per prima cosa si cerca di risolvere la questione trovando un accordo con il contendente, adottando quindi una soluzione stragiudiziale ed evitando così di finire in tribunale.

In molti casi, tuttavia, questi tentativi di conciliazione falliscono e così si arriva, inevitabilmente, davanti al giudice.

Nella maggior parte dei casi, l’assicurato è tenuto a informare la compagnia assicurativa del fatto che ha generato la controversia entro tre giorni da quando questo si è verificato, comunicando anche il nome dell’avvocato di fiducia scelto per la difesa dei propri interessi e inviando tutta la documentazione relativa all’accaduto.

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